Come ogni volta che sono chiamato al voto, puntuale come un orologio svizzero, esco di casa alle 11:00 con mia nonna per andare al seggio. Circa 5 minuti per percorrere un centinaio di metri, non ci sono problemi però, non abbiamo nessuna fretta.
Arriviamo, mia nonna entra per prima, io già cerco di immaginarmi cosa si inventerà questa volta. Dovete sapere infatti che ad ogni votazione lei si fa notare per qualche cosa. Le scorse elezioni ha fatto cadere la matita che è andata a incastrarsi tra pavimento e parete della cabina, non riuscendo a trovarla ha votato con una penna che si era portata da casa. Fortunatamente il presidente si è accorto che non aveva riconsegnato la matita all’uscita dalla cabina e una volta accertato cos’era successo ha annullato la scheda e l’ha fatta rivotare. Questa volta ha commesso un peccato molto più veniale, ha sbagliato a piegare una delle due schede e è stata rimandata in cabina a fare le cose come si deve. Va bhe, questo può capitare.
Comunque, contrattempi a parte, anche quest’anno ho fatto il mio dovere di cittadino e ho partecipato a questa grande festa della democrazia, speriamo che non succedano casini come due anni fa (vedi film di Deaglio n.d.r.), anche se completamente smentiti mi è rimasto un alone di sfiducia.












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